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9932 - Sei a Diritti Umani - 04/08/2011 da un articolo di Antonio Mazzeo - Pag2

Bambini africani usati come cavie per sperimentare vaccini anti-malaria


Bambini africani usati come cavie per sperimentare vaccini anti-malaria

Nel maggio 2009 ha infine preso il via la fase sperimentale “III” che ha visto la somministrazione del vaccino a più di 16 mila bambini di sette paesi dell’Africa Sub-Sahariana (Gabon, Mozambico, Tanzania, Ghana, Kenya, Malawi e Burkina Faso). Secondo US Army, nel centro clinico di Kombewa sarebbero stati sottoposti ai test più di un migliaio di bambini di età compresa tra i cinque mesi e tre anni“. Il passo successivo sarà quello di trovare un altro migliaio di partecipanti che abbiano non più di sei settimane di vita”, spiega la responsabile del presidio militare.

“Ciò significa ottenere la fiducia di nuove madri nei villaggi rurali, dato che esse partoriscono sempre in casa”. Un comunicato della GlaxoSmithKline in data 21 aprile 2010 afferma che “se sarà provata l’efficacia sui bambini tra i 5 e 17 mesi d’età, il nuovo vaccino sarà sottoposto ai controlli delle autorità sanitarie internazionali nel 2013”. Ulteriori dati sulla sicurezza e immunogenicità “saranno presentati quando essi saranno pronti”. Se tutto andrà bene - prosegue GSK - la somministrazione generale dell’RTS,S ai bambini di età compresa tra le 6 e le 12 settimane di vita sarà possibile entro cinque anni. Se tutto andrà bene, dunque. E se invece qualcosa fosse andato storto?

Nel 1973 USAMRU stabilì una propria sede permanente a Nairobi grazie ad un accordo con il Kenya Medical Research Institute.

Non è difficile da intuire: in tal caso i media occidentali sono soliti stendere un velo discreto per silenziare dei risultati sgraditi, e la Glaxo, insieme allo US Army, avrebbe impegnato le sue energie nella ricerca di altre piccole cavie, ottenute conquistando la fiducia di altre mamme africane che abitano nelle aree più degradate e affamate, dominate dall’ignoranza, dalla fame e dall’assenza di servizi primari.

Una metodologia comoda, lontana dalle attenzioni dell’opinione pubblica occidentale. Ma l’esperienza nel campo della “ricerca scientifica” e della “prevenzione” delle malattie infettive tropicali, da parte dell’unità “sanitaria” d’élite delle forze armate USA è di  lunga data. USAMRU-Kenya, in qualità di task force operativa estera del Walter Reed Army Institute of Research fu inviata in Kenya nel lontano 1969 per avviare uno studio sulla tripanosomiasi, un’infezione parassitica trasmessa dalla mosca tse-tse. Nel 1973 USAMRU stabilì una propria sede permanente a Nairobi grazie ad un accordo con il Kenya Medical Research Institute.

Negli anni successivi furono aperti laboratori nella capitale e nel Kenya occidentale (Kisumu, Kisian, Kombewa e Kericho) per la sperimentazione di farmaci contro malaria, tripanosomiasi, “malattie infettive globali emergenti” e l’HIV/AIDS. Proprio all’AIDS sono stati destinati gli sforzi maggiori più recenti: nell’ambito dell’United States Military HIV Research Program (USMHRP), lo staff di US Army sta sviluppando il vaccino HIV-1 ad efficacia globale e testando e valutando altri vaccini sperimentali contro l’AIDS. La sede del programma HIV è stata stabilita ancora una volta in Kenya, a Kericho, alla fine del 2000.

A fine dicembre 2000 si compone un altro tasssello: dalla fusione di due grandi società farmaceutiche, Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham nasce, sempre in Gran Bretagna, la GlaxoSmithKline (GSK) Con oltre 100 mila dipendenti e un fatturato di 34 miliardi di euro. GSK si colloca al secondo posto nel mondo con una quota di mercato del 5, dietro il gruppo Pfizer. Il comportamento “etico” della multinazionale è stato duramente stigmatizzato da più parti e non sono mancati gli scandali che l’hanno vista direttamente coinvolta.

Tra le fondatrici di EuropaBio, l’associazione-lobby che raggruppa le industrie che promuovono la legalizzazione della produzione e dell’impiego di cibi geneticamente modificati (c’è anche la rappresentanza italiana: si chiama Assobiotec e viene costituita nel 1986 all’interno di Federchimica), GlaxoSmithKline è stata messa sotto inchiesta dalle autorità argentine a seguito della morte nel 2008 di 14 bambini sottoposti alla sperimentazione di un nuovo vaccino contro la polmonite e l’otite (leggi l'articolo dal titolo I bambini cavia, pubblicato su La stampa il 21 agosto 2008). Altri due bambini sarebbero morti durante analoghi test a Panama e Cile. Agli inizi del 2007 la GSK aveva cominciato la somministrazione di 15 mila vaccini contro lo pneumococco ad altrettanti bimbi minori di un anno in tre regioni del nord argentino, Mendoza, San Juan e Santiago dell’Estero.

Secondo gli organi di stampa locali, i genitori, di origini umili, “firmavano senza sapere che si trattava di una sperimentazione in fase tre, direttamente su umani, di un farmaco che poteva comportare dei rischi”. Nonostante l’indagine, GSK ha iniziato a distribuire in tutto il continente africano il vaccino Synflorix “per combattere le malattie pneumococciche invasive”. Si tratta di un programma “umanitario” dal costo di 1,3 miliardi di dollari voluto da G8, Banca Mondiale e UNICEF, finanziato in buona parte dall’Alleanza pubblico-privato internazionale GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunisation), da cinque paesi donatori (Gran Bretagna, Canada, Russia, Norvegia e Italia) e dall’immancabile Bill & Melinda Gates Foundation. È prevista la distribuzione fino a 300 milioni di dosi prodotte da un impianto aperto dalla multinazionale a Singapore. Proprio un bell’esempio di mercato globale.

Mentre fatturati e guadagni si moltiplicano inverosimilmente, il management di GSK ha varato un piano che prevede la chiusura a breve termine del Centro ricerche e produzione antibiotici di Verona, uno dei due impianti posseduti in Italia dalla società. A rischiare il licenziamento sono più di 600 lavoratori. Delocalizzazioni nel sud-est asiatico, test sui bambini africani, smantellamento dell’apparato produttivo in Europa. E nello sfondo la guerra, altro crimine del capitalismo dal volto sempre più disumano.

Nell’ultima decade, la GlaxoSmithKline ha sottoscritto con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America ben 61 contratti per la fornitura di vaccini, farmaci e attrezzature sanitarie, per un importo complessivo di 75 milioni 555mila e 579 dollari. Assai meno però dello sforzo intrapreso dal partner e “mecenate” Bill Gates: in computer, programmi e war games, Microsoft-Gates ha fatto affari con il Pentagono per 278 milioni 480 mila e 465 dollari. Due volte e mezzo in più di quello che è stato reinvestito per i nuovi vaccini contro la malaria. Gli affari bellici rendono molto di più rispetto ai programmi utili ad implementare le ricerche in campo medico.

Fonte: autismovaccini.splinder.com - da un articolo di Antonio Mazzeo - 15 gennaio 2011

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