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Al di là del bene e del male

 
9961 - Sei a > L'opinione - 11/08/2011 - di Alex Sfera

Gaetano, il redentore cristiano


Gaetano, il redentore cristiano

Mentre l'Italia è spaccata in due - da un lato chi è benestante, e ora con la calura estiva immerge il fondoschiena in qualche mare, dall'altro chi ha vita dura nel far la quadra ad ogni fine mese, e si consola con il pediluvio domestico - c'è un "eroe" che a piazza Montecitorio resiste (cristianamente) da ben 69 giorni ai morsi della fame. Getano Ferrieri, 54enne veneto, lo scorso 4 giugno ha lasciato moglie e figli al nord, ed è calato a Roma per presidiare il Palazzo.

Da più di due mesi porta avanti la sua denuncia contro i vergognosi privilegi (e le non più tollerabili incapacità) della casta politica con un digiuno che infastidisce non poco il Palazzo. Visto che ad ogni servizio televisivo mandato in onda sui TG nazionali, gli operatori evitano abilmente d'inquadrare il presidio permanente in piazza. Affinché il pasto dell'italiota non sia turbato da messaggi eversivi...

Nella foto di domenica scorsa si vede Gaetano in mezzo ai tipi dello ZOO 105: una radio della Capitale che, sensibile alla battaglia che il presidio conduce ha indetto il Cumpa Day, per sostenere attivamente il presidio.

Ieri, spinti da uno dei tanti post che si rincorrono sulla home page del nostro account di Facebook, siamo andati a cliccare sul sito online del "Presidio permanente a Montecitorio" dove Gaetano è arrivato al suo 69° giorno di sciopero della fame. Qualche settimana fa abbiamo scritto un articolo, a proposito di questa iniziativa che ha piantato le tende il 4 giugno davanti al Palazzo e continua a dare molto fastidio all’intero mondo della politica. Il sito è aggiornato ogni volta al giorno precedente. Nella foto di domenica scorsa si vede Gaetano in mezzo ai tipi dello ZOO 105: una radio della Capitale che, sensibile alla battaglia che il presidio conduce, ha indetto il Cumpa Day per sostenere attivamente il presidio.

Alcuni collaboratori dell’emittente sono andati ad affiancare i “resistenti” in piazza Montecitorio: insieme all’eroe Gaetano, ci sono anche Iveta, Raffaele, Lucia, Serena, Simone, Carolina, Emanuele, Fausta, Giuliano, Fiorenzo, Rosi, Ileana, Ivan, Rossana, Franco, Delia e tanti altri che insieme agli ideatori della protesta condividono gioie e dolori, speranze e delusioni. E così, tra le continue pressioni che il presidio, e in particolare Gaetano, riceve per desistere dalla mission, e i tanti soggetti della società civile che pian piano cominciano a risvegliarsi, interessandosi all’avventura di Montecitorio square… la battaglia va avanti. Ma quello che abbiamo intenzione di sottolineare in questo pezzo, non è l’aspetto politico, giacché di politica (o per meglio dire di mala-politica) nel Bel Paese ce n’è fin troppa. Ciò che ci preme di mettere in evidenza sono quei 22 kg che nel frattempo, a partire dal 4 giugno, Mr. Ferrieri ha perso per strada.

Per riflette sul COME (e sul SE) gli italiani si stiano preparando a combattere questa guerra contro i poteri istituzionali che ormai hanno come problema principale quello dell'autoreferenzialità. Una reazione che se alla fine non avrà l'effetto di instillare una presa di coscienza, da parte delle istituzioni, sull’iniquità dei provvedimenti che sono all’ordine del giorno per fronteggiare la crisi globale - paghino i ceti sociali più deboli, da cui è più semplice e comodo prelevare i liquidi, per salvare i grandi capitali che invece sono più efficienti nel creare ricchezza - se al più presto la politica non avvierà una riflessione seria su come far gravare i rimedi anche sulle classi sociali più “solide”, che tra l'altro hanno le maggiori responsabilità circa l’origine del terremoto economico che sta squassando le principali economie internazionali, ebbene allora... l’Italia – insieme ad altri paesi dell'Ue – potrebbe realmente precipitare in una situazione di vera e propria guerra civile. O comunque in una serie di conflitti a catena che porterebbero l’intero stivale sull’orlo di una frattura difficilmente ricomponibile senza mettere in conto delle pesanti conseguenze in termini umanitari.

La tensione sociale è già a livelli pericolosi, e gli ultimi fatti di Londra ce lo ricordano. Nel frattempo Gaetano è lì, davanti al palazzo. Moderno Davide, a fronteggiare il gigante istituzionale. Nella foto di domenica appare gracile, emaciato, palesemente dimagrito nel confronto, impietoso, con il suo aspetto vigoroso e robusto che aveva quando tutta questa folle avventura ha avuto inizio. Folle, sì.. perché mentre i “signori” onorevoli sono già con i trolley, pronti per involarsi verso le mete vacanziere prefissate, e molti italiani sono rimasti invece con i piedi a mollo e il ventilatore a palla, per sopravvivere a casa, durante la calura estiva, Gaetano è sceso dal veneto con la sua santa fede per donare alle pecorelle italiane un’occasione di redenzione.

La politica si è genuflessa ai “sacri” principi dell'etica protestante e lo spirito del capitalismo ma il popolo italiano non si scompone: ancora una volta trova sulla propria strada un aspirante “redentore” che si sacrifica per i molti egoismi, inettitudini e irresponsabilità di un popolo che non vuole diventare “adulto”, non vuole affatto setacciare i propri sentimenti al vaglio della ragione. Cerca (trovandoli) i propri eroi, le proprie figurine sante, disposte ad immolarsi per le grandi cause. In questo modo si perpetua una cultura fondata sul sacrificio di chi abnega alla propria felicità nel contingente per una causa “alta”, e la speranza di un al di là dove, finalmente, trionfi la giustizia e il male bandito da una dimensione felice.

Gaetano continua il suo digiuno, ed in tal modo sta andando incontro ad una progressiva perdita della capacità di valutare obiettivamente le proprie energie. Anche perché chi non pratica con regolarità un qualche tipo di allenamento sportivo non è abituato a misurare la propria resistenza fisica... e lui non è un ex atleta ma un ex politico: fuoriuscito dall'ambiente perché "non mi sono mai adattato - dichiara ai microfoni della redazione online di varesenews - a quel mondo dove corruzione e privilegi sono normalità". Va detto che ai tanti fondamentalisti ultra-cattolici presenti nel panorama italico, questo sacrificio "spontaneo" in fondo piace.

Non solo è comprensibile e stimabile, ma in fin dei conti rassicura quell’identità culturale degli strati meno acculturati che - tra un kebab e una moschea - è sempre più vacillante. Un popolo impaurito grazie alle ignobili strumentalizzazioni politiche delle frange populiste dei partiti d’estrema destra (Lega Nord in testa), e con la benedizione dell’ala conservatrice dello Stato pontificio, ben rappresentato nell’agone politico da quella macchietta al contempo bigotta e patetica che risponde al nome di Carlo Giovanardi, da maggio 2008 Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile.

Un’intera classe politica senza vergogna né dignità ha iniziato a svendere il welfare ai privati, operazione iniziata già negli anni ’90, con Ciampi, Draghi, Amato e compagnia bella – dunque tutto l’establishment del centrosinistra (molto di centro e molto poco di sinistra). E l’italiano, intanto... che fa? Si consola con l’eroe cristiano, pronto a morire per i suoi valori, mentre gran parte degli italiani boccheggia intorpidito sognando l’arrivo della sera e scaldando al cuore all’idea che anche al giorno d’oggi c’è sempre qualcuno disposto al martirio in nome di eterni ideali. “Ma allora… c’è speranza”, dice tra se e se l’italiota, certo che altri saranno persuasi a seguire l’esempio virtuoso dell’uomo venuto dal nord.

“Mica io" – recita il connazionale dal coraggio salottiero, leone sui social forum ma la piazza... no. Perché poi significherebbe mettersi seriamente in gioco e rischiare del proprio... meglio continuare a stimare l'eroe di turno. In fondo, è così confortante sapere che ancora esiste chi questo folle coraggio non l’ha affatto perso. È la mistica del debole che transita su questa terra, amato dalla chiesa perché scevro di ogni superbia: capace di rassegnarsi alla propria debolezza, ma non alla perdita della speranza, che altrimenti porterebbe alla depressione. E quindi condannerebbe senza appello ad una forma di disagio interiore, pesante da sopportare. E allora: “Ma sì... evviva il redentore!”

Non siamo tanto lontani dai tanti palestinesi che per le strade rispondono ai missili israeliani con il lancio delle pietre. Ma è chiaro che tanto basta, a parecchi di noi, per non sprofondare nello sconforto. E gli altri? Finché non c’è un’opposizione che guida la rivolta, il popolo è preda dell’esitazione. Per cui alla fine risolve di attendere alla finestra. Perché senza un progetto politico ben definito, quand’anche ci si ribellasse… cosa sarebbe, poi, se non il caos? E il caos avviluppa l’animo della maggior parte dei cittadini più di qualsiasi prepotenza, perfino più del ritrovarsi in uno di stato di schiavitù. E allora: benedetto sia Gaetano, il redentore cristiano. L’agnello sacrificale da dare in pasto alla mistica del popolo, che anziché pensare alle preoccupazioni che sta dando ai suoi famigliari, si sta sacrificando per un popolo di un indolenza e un'ignavia senza pari. Spesso siamo pacifici perché ignavi, e non perché abbiamo sposato con convinzione la fede nella non violenza. 

NOTA: Mr. B. è restato comodamente in sella finché non ha mandato all'opinione pubblica messaggi palesemente in contrasto con la morale (ipocrita) professata dal Vaticano. Il Cardinal Gianni Letta curava le relazioni con lo Stato Pontificio: VERO grande egemonista culturale lungo l'intero stivale del Bel Paese. Poi però il Premier ha inanellato tutta una serie di passi falsi. E Letta è abile, sì... ma per i miracoli deve ancora attrezzarsi. Di fronte ai disastri del Cavaliere "niuno puote remedio alcuno". I 560 milioni di euro  versati a De Benedetti hanno completato l'opera da un punto di vista pratico.

Alex Sfera - 11 agosto 2011

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