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9956 - Sei a > L'opinione - 11/09/2011 - di Alex Sfera

11 settembre: 10 anni dopo. Il mondo è cambiato... in peggio?


11 settembre: 10 anni dopo. Il mondo è cambiato... in peggio?

Oggi ricorre il decimo anniversario dalla data, quella del 2001, che avrebbe cambiato per sempre gli equilibri geopolitici dell’intero pianeta. Sui grandi media (generalisti e non) si celebra l’eroismo dei nobili vigili del fuoco che cercarono di portare in salvo le persone rimaste intrappolate nei piani alti delle Twin Towers, le vittime che perirono negli edifici, e il senso di solidarietà che divampò da tutto il mondo verso il popolo americano, in segno di partecipazione emotiva per quella che a ragione sarà ricordata negli annali della storia come il più grave attentato terroristico che gli Stati Uniti abbiano mai subito nella loro esistenza.

Ma fu davvero un attentato? Viene mai a qualcuno il sospetto che gli USA perseguono l’obiettivo del proprio benessere come nazione, qualunque possa essere il costo da far pagare ai non americani nel mondo?

Certo che viene il sospetto... ma poiché homo homini lupus la maggior parte dell’informazione “seria” evita di attaccare un soggetto rispetto al quale non c’è partita. Abbiamo perso ancor prima di iniziare a combattere. Il Bel Paese è completamente prono ai diktat dello Zio Sam, e chi si mette di traverso ne paga il prezzo: semplicemente rimanendo ai margini del sistema. Poiché l’ambizione sociale è un sentimento che tira molto più della dignità.. panta rei: tutto scorre nella direzione migliore per gli alleati yankee. I paesi Ue, attraverso le intelligence si occupano di soddisfare i desiderata della nazione più potente del mondo… e conservano la possibilità di ‘spizzicar qualcosa’ dopo che l’attore principale si è saziato a volontà.

 

Oggi sono in molti a dubitare della versione ufficiale propalata dai media, e che premono per spedire alti esponenti dell’establishment statunitense davanti a una Corte

A Kissinger (uomo chiave nella politica estera degli USA degli ultimi 40 anni) senza dubbio piace molto Machiavelli, poiché ha sposato interamente certe logiche spregiudicate tipiche del noto personaggio fiorentino. Nonostante la guerra in Afghanistan e in Iraq che hanno causato centinaia di migliaia di morti civili, nessun processo contro nessun presunto colpevole è stato celebrato in questi dieci anni. Gran parte dei “risultati” della Commissione ufficiale d’inchiesta (contenuti nel “9/11 Commission Report”) sono completamente inutilizzabili di fronte a qualunque tribunale perché ottenuti con l’uso sistematico della tortura sui prigionieri. Nessun torturatore, peraltro, è mai stato incriminato.

Oggi sono in molti a dubitare della versione ufficiale propalata dai media, e che premono per spedire alti esponenti dell’establishment statunitense davanti a una Corte. Nessuno di loro è stato chiamato, tuttavia, a deporre sotto giuramento. Centinaia di testimonianze e di documentazioni particolarmente rilevanti – sono stati messi da parte e insabbiati chissà dove.

Nel corso del 2006, Giulietto Chiesa realizza – insieme al regista Franco Fracassi e al gruppo di Megachip, del film documentario Zero - Inchiesta sull'11 settembre, presentato in chiave cospirazionista in anteprima nel 2007 nella sezione documentari al festival di Roma, e messo in vendita per il pubblico solo a maggio del 2008, con significativi tagli e correzioni. Le ipotesi proposte nel film sono state analizzate da vari gruppi di debunking, sia italiani che stranieri – in particolare da parte del gruppo italiano "Undicisettembre", di cui è portavoce il giornalista Paolo Attivissimo[1] (residente in Svizzera) – che hanno messo in evidenza le numerose inesattezze e contraddizioni presenti nel film.

E si arriva alla domanda da cento milioni di dollari: perché - nel caso in cui ci fosse qualcosa di genuino, nelle teorie complottiste sull’11 settembre - i media mainstream occulterebbero la verità? Moti si soffermano sulla critica analitica di tutte le prove e controprove esistenti su quel tragico attentato di 10 anni fa. L’attivissimo ha scritto addirittura un libro, in risposta al video Zero (ma quanto disinteressato amore per la verità, che ha il signor Attivissimo. Ci viene un sospetto: non sarà che l’informatico Paolo, a questo tipo di sistema sociale (iniquo) ci sia particolarmente affezionato?

Non sarà che si prodiga tanto semplicemente perché nel caso in cui tale sistema venisse a decadere, nel caso in cui i popoli si rendessero conto che le religioni e le ideologie gli sono state propinate loro, fin dalla notte dei tempi, per farli stare quieti e sereni, affinché si ponessero meno domande possibile sul senso della vita (giacché il senso è già manifesto, e dunque facilmente comprensibile per tutti: la religione, per l’appunto oppure un qualche tipo di ideologia, adatta per i più razionali) non fossero poi così esaustive, accadrebbe che le masse comincerebbero a diventare più inquiete. E quindi meno facilmente gestibili. Più desiderose di essere libere. E dunque meno produttive. E se producono di meno… le èlite come manterrebbero il loro confortevole stile di vita così piacevolmente denso di tante (sciocche) gratificazioni materiali, che rendono questa valle di lacrime immensamente più comoda di quanto lo è per i non abbienti, i cosiddetti have not?

Dunque sperare in una rapida scoperta della verità, su chi ha organizzato, attuato il più grande attentato televisivo della storia, e perché lo ha fatto, sarebbe ingenuo. Ma coloro che hanno capito - tra i quali chi scrive – non possono rinunciare a cercare. Per una ragione assai semplice: chi ha organizzato l’11 settembre è ancora al potere negli Stati Uniti e nel Superclan mondiale. E poiché la crisi che ha provocato l’11 settembre è ora nuovamente esplosa, con ancora maggiore virulenza, dobbiamo tutti sapere che siamo in pericolo di nuovi gravissimi avvitamenti, terroristici e militari, che sconvolgeranno il mondo intero nei mesi e anni a venire.

Giulietto Chiesa è tutt’ora molto attivo nel rintracciare esperti provvisti di currriculum scientifico ad hoc, in grado di dare un supporto il più solido possibile alla teorie complottiste. Gente del calibro di Robert Bowman, ex capo del Dipartimento di Ingegneria Aeronautica della US Air Force come Dwain Deets, ex direttore del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale della NASA come Niels Harrit, professore di chimica presso il Nano Science Center dell’Università di Copenhagen come il prof. Steven Jones ex della Facoltà di Fisica della Brigham Young Universitiy come il comandante Ralph Kolstad, ex pilota combattente della US Air Force, con 27 anni di esperienza come pilota di linea e 23 mila ore di volo alle spalle.

Leggi le Riflessioni redazionali sull'11 settembre

            Le 13 affermazioni sulle quali la versione ufficiale è stata falsificata consapevolmente

 

____o°O°o____

1. A proposito dell’Attivissimo Paolo Il suo blog Undicisettembre apre con la seguente frase: “Mai attribuire alla malizia ciò che si spiega adeguatamente con l'incompetenza” (Napoleone). Ed è subito estremamente rassicurante sapere che il più celebre debunker italiano s’ispira alla massime di uno fra gli uomini più modesti che siano mai esisti nel corso della storia umana. Bene… abbiamo già qualche indizio, dunque, sul perché ci sia tanto scetticismo su delle possibili verità che suonano come ‘anomale’ per un orecchio 'scientista' come quello del sopraccitato Paolo.

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