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In
questo
blog vibravito,
invece, vengono riportate in ordine cronologico inverso tutte le situazioni
(trasmissioni televisive e radiofoniche, iniziative da parte di associazioni
o organi istituzionali e amministrativi) nazionali e internazionali, in cui
si è parlato delle scie chimiche. Nella foto qui sotto l’articolo di un
giornale locale. Il
giornalista e scrittore William Thomas
racconta di come gli abitanti di una piccola cittadina canadese si accorsero
di strane scie chimiche, nell’inverno del ’98, e di come abbiano protestato
firmando una petizione che presentarono poi al Parlamento del paese.
In
quest’altra
pagina una branca del CNR (Consiglio
Nazionale delle Ricerche, ente statale ed ufficiale) denominata "Istituto di
scienze dell'atmosfera e del clima", ammette la manipolazione climatica
tramite aerosol e (ovvero particolato di stanze metalliche e/o chimiche
diffuso con gli aerei) e di onde elettro-magnetiche (inviate da potenti
antenne che usano tecnologia simile a quella di HAARP). |
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HAARP è
un'installazione civile e militare in Alaska per la ricerca scientifica
sugli strati alti dell'atmosfera e della ionosfera |
Generale italiano:
“La guerra ambientale è gia cominciata”
Esiste in Alaska una
base militare con 200 antenne d’argento alte 20 metri, che emettono onde
elettromagnetiche così potenti da riuscire a sondare perfino il suolo
lunare. Questo impianto militare denominato HAARP viene utilizzato
assieme alle scie chimiche per modificare il clima e quindi anche per
scopi militari. |
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Il 14
giugno 2008 a RAI2 Dossier (‘Storie’ a cura del TG2) viene intervistato
ancora il generale Fabio Mini su “Le armi ambientali del terzo millennio:
dalle trombe d’aria agli interventi sullo strato dell’ozono”. Questa è un
intervista, spezzata in tre parti, che il generale Mini ha rilasciato il 21
febbraio 2008 all’emittente veneta Radio Base. Potete
ascoltare qui
l'intervista completa a Mini, oppure su youtube, spezzata in tre video:
prima,
seconda e
terza parte.
HAARP è l'abbreviazione di High
Frequency Active Auroral Research Program, un'installazione civile e
militare in Alaska (Stati Uniti) per la ricerca scientifica sugli strati
alti dell'atmosfera e della ionosfera. Un altro scopo è la ricerca sulle
comunicazioni radio per uso militare. Si trova vicino a Gakona, a ovest del
Parco Nazionale Wrangell-Santo Elias, in una base dell'USAF.
Impianti simili esistono in: Norvegia: progetto europeo EISCAT (potenza 1000
MW ERP), Stati Uniti: HIPAS, vicino a Fairbanks (Alaska), Porto Rico:
Arecibo Observatory, Russia: progetto SURA, vicino a Nižni Novgorod (potenza
190 MW ERP). Tra le altre cose, nelle sue dichiarazioni il generale Mini
cita il documento (vedi pagina precedente) Weather as a multiplier force
- owning the weather in 2025 , documento nel quale si fa esplicito cenno
alle modifiche atmosferiche da realizzare in questi anni per permettere
all’esercito di possedere il controllo delle condizioni meteorologiche ed
utilizzarle a piacimento a fini bellici. Certo, sembra fantascienza, ma
tenete conto che i romanzi di sci-fi hanno spesso precorso i tempi. In tale
documento si prevede la creazione di una "superficie ionosferica
artificiale" (a quota molto più bassa di quella naturale). |
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Venendo ai giorni nostri, nel marzo di
quest’anno l’emittente tedesca RTL ammette candidamente in uno dei suoi
servizi l’esistenza di voli realizzati da aerei militari che hanno il
compito di creare delle nuvole persistenti. L’esercito federale tedesco
continua tutt’ora a dichiarare che il materiale utilizzato per formare
questo tipi di nubi sia innocuo. E in riferimento ad una
lettera scritta
da una collaboratrice del noto sito complottista Tanker Enemy, al
Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano,
un rappresentante del Quirinale
ha risposto in un modo tale da non
fugare eventuali dubbi circa un possibile coinvolgimento di natura strategico-militare in merito a tali operazioni. |
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L'assistente militare per
l'Aeronautica, infatti, non nega che il problema sussiste, bensì cita non
meglio precisate "disposizioni di legge", demandando al Ministero della
Difesa una replica più esaustiva. Nella risposta quindi non si tenta neppure
di confutare o ridimensionare la circostanziata denuncia della scrivente
sulle scie chimiche.
Le vittime del maltempo – a parlare è lo stesso Napolitano, in un'intervista
rilasciata a Bruxelles, sulle conseguenze dell’alluvione nelle Cinqueterre
ed in Lunigiana il 26 ottobre scorso – sono tributi molto dolorosi per
quelli che purtroppo sono o cambiamenti o grossi turbamenti climatici e
questo non solo da noi.
L’inquilino del Colle si riferisce alle conseguenze delle abbondanti
precipitazioni rinforzate dalla tecnica del cloud seeding. Il
fenomeno delle frane e degli smottamenti viene poi “arricchito” dall’impiego
del batterio Pseudomonas syringae atto a favorire la formazione dei
nuclei di condensazione. Questo microorganismo rende il terreno friabile e
cedevole. L’ennesimo dramma presentato dai media come un disastro
innaturale, così da spronare l’opinione pubblica a metter mano al borsellino
per donare degli oboli per aiutare gli alluvionati: soldi che spesso si
fermano prima di arrivare a chi di dovere, per ingrassare le giberne di
qualche ladro colluso con il Palazzo.
Rileggete con attenzione le
parole di Napolitano: non vi sembrano quelle di qualcuno che “sa” e
ciononostante tace, poiché perfettamente consapevole dell’essere impotente
di fronte al verificarsi di questi eventi? Non vi sembra qualcuno che che
conosce le attività “coperte” di Biogeoingegneria di cui un suo portavoce
riconosce de facto l'esistenza. Concludiamo con una domanda: quanti danni
collaterali sono disposti ad accettare dei professionisti della guerra
appartenenti al paese più potente del pianeta, in nome di una sicura
primazia della propria nazione nei confronti di tutti gli altri popoli del
mondo? Quanto riescono ad accettare l’idea di rischiare la pelle altrui
degli individui abituati a rischiare in proprio in nome della difesa del
resto dell’umanità? Secondo noi questa propensione al rischio è fin troppo
alta. Per tale motivo si salderebbe in un patto d’acciaio con gli squali del
libero mercato, in un binomio virtualmente indistruttibile.
Intanto guardate questo ritaglio di giornale: come mai la gente si ammala
dopo la pioggia? Forse perché gli aerei cisterna disseminano agenti
infettivi che con la pioggia precipitano sul terreno, sulle piante che
mangiamo, contaminando l'acqua che beviamo e le persone che si bagnano sotto
la pioggia per contatto diretto. Mentre la gente comprende chiaramente il
nesso fra pioggia e malattia, l'apparato sanitario continua ad impegnarsi
per smentire l'evidenza. Domanda: se questa storia delle scie chimiche e
della tecnologia HAARP per controllare il clima – a scapito della sicurezza
ambientale – sono tutta una montatura di paranoidi schizzati, come mai c’è
una nutrita schiera di insigni scientisti (Paolo Attivissimo, il Cicap, e
altri) che s’impegnano così accanitamente per smentire la versione
negazionista? E sul fatto che ci tengono parecchio a smentirla... non ci
piove.
Chi andrà ad approfondire sul
dossier che qui si è tentato di sintetizzare, noterà che abbiamo cercato di
eliminare i toni enfatici, sia per esigenze di sintesi che per una scelta
intenzionale: siamo convinti che i dati e i riscontri oggettivi parlano da
soli. Il web è
tappezzato di siti che si occupano di codesto argomento. Morale: un fondo di
verità deve esserci. Pensateci: militari (élite di estrema destra)+ conservatori
borghesi (élite della destra liberale moderata): un binomio imbattibile e ben rodato
in historia saecula saeculorum. Fine?...
di Pitch
Black - 3 dicembre 2011
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