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Al di là del bene e del male

 
9998 - Siete a > Cinema e Teatro - 21/02/2012 - di Charlie Brooker

Black Mirror: il film


Black Mirror: il film<br> </font><font size="2">

In Inghilterra la tv produce anche fiction coraggiose, che osano non fermarsi ai soliti medici, sacerdoti e poliziotti. Un esempio è rappresentato da questa insolita mini-serie. Qualcuno tra i più attenti si ricorderà di Dead Set, la miniserie televisiva inglese creata da Charlie Brooker che raccontava di un'insolita apocalisse zombie situata all'interno del set del Grande Fratello albionico. Horror, ironia, satira sociale e mediatica si mescolavano all'interno di un prodotto certamente non perfetto ma sicuramente molto audace e suggestivo, che si poneva sulla scia dell'horror politico alla George A. Romero.

Ideale seguito di Dead Set è Black Mirror, sopratutto per la condivisa paternità. Strutturata in 3 episodi autoconclusivi, ognuno con un cast e regista differente, la seria si confronta con cambiamenti che la diffusione sistematica della tecnologia nella nostra vita ha apportato al nostro modo di confrontarci con la realtà.

"Se la tecnologia è una droga - e viene esperita come una droga - allora, quali, precisamente, sono gli effetti collaterali?

Questa la dichiarazione del creatore:
"Se la tecnologia è una droga - e viene esperita come una droga - allora, quali, precisamente, sono gli effetti collaterali? In questo spazio - tra piacere e malessere - è dove Black Mirror, la mia nuova serie, è ambientata. Lo specchio nero del titolo è quello che troviamo su ogni muro, ogni tavolo, su ogni palmo di ogni mano: il freddo, scintillante schermo di una tv, di un monitor, di uno smartphone".

Brooker, non è nuovo ad attaccare il potere mediatico: lo ha fatto ad esempio in Screen Wipe, uno show inglese sulla televisione e di critica alla televisione, così come fumettista per Oink! Uno dei fumetti per bambini più sovversivi e intriganti degli anni ’80, sta per veder venire alla luce un suo nuovo progetto che vedrà la luce su Channel 4 (UK). Black Mirror non sarà privo di quella suspense satirica tanto cara a show come Ai Confini Della Realtà, (molto amata dal  regista), Oltre i Limiti e Il Brivido Dell’Imprevisto. Come facilmente intuibile, le ossessioni principali sono quelle dell'ontologia dell'immagine a scapito della dimensione fisica, la virtualità come unico mezzo per esperire il mondo e insieme come gabbia sociale e la permanente presenza del passato nel presente grazie a onnipresenti sistemi di registrazione.

La fiction è stata prodotta da Zeppotron per Endemol. A metà tra il dramma e la fantascienza esplora gli aspetti più bui dell'essere umano. Bisogno di dignità, voglia di riscatto, gelosia ed invidia sono alcuni dei tremi trattati in modo brillante ed imprevedibile. Ogni puntata dura più di un ora ed ha un cast ed una ambientazione propria, ogni episodio è a se stante. Tanto a far pensare più a una serie di lungometraggi/film più che a un telefilm.

Nel primo episodio The National Anthem il primo ministro Michael Callow viene svegliato dai suoi collaboratori nel pieno della notte. La principessa Susannah, amata dal paese, è stata rapita. I rapitori non vogliono soldi, pretendono che il primo ministro si mostri dal vivo in televisione ed abbia un rapporto completo con una scrofa. Il video sul riscatto viene pubblicato su Youtube e tutti sono a conoscenza del riscatto. E' la corsa contro il tempo l'intelligence cerca di scovare il rapitore e si cercano vie alternative per evitare che il primo ministro abbia il rapporto sessuale con il maiale in diretta tv...rapimento dell'amata principessina inglese e della bizzarra richiesta di riscatto. Questa prevede che il premier abbia rapporti sessuali con un maiale e che l'insano atto venga trasmesso in mondovisione su tutte le frequenze televisive.

In 15 Million Merits si immagina un futuro non bene definito temporalmente in cui gli uomini sono costretti a vivere in cubicoli che assomigliano a delle enormi postazioni video-ludiche: i crediti accumulati grazie all'esercizio fisico su una bicicletta (necessario per fornire l'energia con cui va avanti la società) vengono spesi per fornire di gadget il proprio avatar virtuale, per partecipare a dei reality show o addirittura per evitare di dover subire messaggi pubblicitari invasivi. Le persone obese sono considerate cittadini di serie b, addetti alla pulizia e costantemente insultati e denigrati. Ogni persona ha un avatar che può vestire come vuole se riesce, pedalando, ad acquisire abbastanza "soldi virtuali".

Bing, il protagonista, è un cittadino che ha moltissimi soldi virtuali che gli sono stati lasciati dal fratello morto. Bing incoraggia una ragazza di cui è innamorato ad entrare nel loro X-factor, un gioco che permette a chi viene scelto di cambiare vita, smettere di pedalare e recitare in diversi show... ma qualcosa non andrà nel modo previsto...

L'ultimo episodio, The Entire History of You, è ambientato in un mondo molto simile al nostro, potrebbe essere un presente alternativo o un futuro prossimo. Tutte le persone hanno installato un "grain" dietro al proprio orecchio, una sorta di nervo ottico che registra ogni attimo della loro vita e permette di rivederlo a piacimento. Lo sguardo dell'autore, qui, invita a riflettere su come i rapporti interpersonali vengano viziati e in sostanza privati di significato a causa dell'esistenza di questo congegno, uno strumento è molto utile ma si scoprirà presto che può portare a dei problemi.

Quando il protagonista Liam Foxwell, un giovane avvocato inizia a sospettare dell'infedeltà della moglie usa il grain per ripercorrere i propri ricordi e scoprirà che...mostra come i rapporti interpersonali vengano viziati e in sostanza privati di significato a causa dell'esistenza di un congegno che permette di rivedere (e proiettare) nei dettagli tutte le immagini della propria vita catturate attraverso il nervo ottico.

Insomma, una serie non solo ottimamente realizzata, per quanto riguarda regia, musiche, interpretazioni, fotografia e montaggio, ma anche una serie molto intelligente e coraggiosa che si permette di criticare lo stesso media che ne permette l'esistenza.

Politicamente scorretta, sgradevole e a volte commovente (il secondo, splendido episodio), Black Mirror è una sorta di miraggio per noi italiani, costretti a barcamenarci tra medici in famiglia, distretti di polizia, santi, e, al massimo, romanzi criminali: il futuro è già qui, sì, ma non in televisione.

Guarda una clip estrapolata dal secondo episodio

dal sito: horror.blogosfere.it - 21 febbraio 2012

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