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9970 Siete a > Speciali e Inchieste - 05/03/2012 - di Rita Pennarola | La Voce delle Voci

Quello che non vi hanno detto sull'affondamento del Concordia - pag3


Quello che non vi hanno detto sull'affondamento del Concordia - pag3

I signori dei rubli. Chi o che cosa doveva arrivare quella notte sull’isola del Giglio? Di quali traffici era diventata avamposto inconsapevole la perla del Tirreno, paradiso dei sub di tutto il mondo? O quello che si doveva lanciare, passando radente lungo le coste dell’isola, era solo un segnale? Sta forse in questi interrogativi l’inconfessabile ragione che costringe Schettino a deviare la rotta, probabilmente con l’appoggio di qualcuno che, come lui, a bordo sapeva.
Così come, in un simile quadro, appare assai meno strana un’altra circostanza sbalorditiva rimasta fino ad ora senza spiegazione: le prime scialuppe che arrivano al Giglio quella notte servono a mettere in salvo esclusivamente tutti i 111 passeggeri di nazionalità russa presenti sulla nave.

Mentre tanti si gettano in mare, durante gli attimi di panico che segneranno per sempre la loro vita, nei minuti tragici in cui c’è chi perde la vita intrappolato in cabina o perché cede il suo posto sui mezzi di salvataggio ad anziani e bambini, i signori dei rubli non incontrano difficoltà a trovare posto e a salire tutti insieme sui primi mezzi in partenza. Quasi che qualcuno fra loro, in precedenza, fosse già preparato ad una simile eventualità. Secondo le testimonianze, inoltre, non risultano turbati né particolarmente sconvolti, a differenza di tutti gli altri naufraghi. Cominciano, anzi, a fotografare l’isola da ogni angolatura, compreso lo scafo affondato, quasi fossero turisti “per caso”. Salvo poi costituirsi a fine gennaio (ma solo in 35) nel giudizio contro la Costa Crociere.

E quando tutti gli altri naufraghi trovano rifugi di fortuna grazie all’ospitalità dei gigliesi, i russi «vengono condotti in alberghi di Roma, Milano e Nizza», si legge su Russia Today.

La storia di Dubinsky e del suo strano partner in affari, Zeppi, ci riporta incredibilmente a Sorrento, patria del comandante Schettino. E vediamo perché.

La versione Dubinsky. Intanto, l’ombra di strani personaggi provenienti dal “reame” di Putin, con relativi traffici lungo l’asse Mosca-Toscana, arriva su tutta la vicenda Concordia anche sotto le spoglie di un sedicente funzionario del ministero dei trasporti russo, tale Andrei Dubinsky. Il quale lo scorso 25 gennaio si presenta sull’isola del Giglio a bordo di un panfilo dal nome già di per sé evocativo, 007. “Zero Zero Seven”: così si chiama lo yacht dal quale sbarca Dubinsky, accompagnato da quello che sembra essere un suo partner stretto in affari, il fiorentino Marcello Zeppi (foto in alto).

Lo stesso che il giorno prima aveva preannunciato via mail al capo della Protezione Civile Franco Gabrielli (fra l’altro ex vertice dei Servizi segreti italiani) il loro arrivo. La storia di Dubinsky e del suo strano partner in affari, Zeppi, ci riporta incredibilmente a Sorrento, patria del comandante Schettino. E vediamo perché.

Cinquantasei anni, originario del senese, l’intraprendente Zeppi comincia con una piccola impresa che si occupa di pitturazioni e imbianchinaggio degli edifici, la Eco Service con sede a Impruneta, quartier generale di tutte le sue future iniziative. Così nel corso degli anni, mentre Eco Service diversifica - prima nel business delle piastrelle da arredamento, poi nella commercializzazione di apparecchi per le pulizie di aerei e navi - il patron Zeppi si spinge fino ad arrivare, con un salto quadruplo, all’organizzazione di eventi attraverso la SMZ, acronimo di Studio Marcello Zeppi, che lo vede in pista con la giovane russa Tatiana Gribova. E’ lei che nel 2010 si siede alla tavola rotonda sulle “Eccellenze Fiorentine” come rappresentante della Citm srl. Vale a dire la casa costruttrice dello yacht 007 sbarcato al Giglio. Una società che vede Marcello Zeppi come socio fondatore e la stessa Tatiana in veste di liquidatore.

Quanto a Dubinsky, indicato dalla stampa come “misterioso magnate russo”, sul sito della Citm figura in veste di designer delle imbarcazioni. Come si arriva a Sorrento? A bordo degli 007, visto che partner primario della Citm (Centro Internazionale di tecnologie del Mare) made in Zeppi è l’armatore siciliano Carlo Rodriquez. Lo stesso che risulta indissolubilmente collegato, attraverso la partnership in SNAV, celebre compagnia di aliscafi e traghetti, a Gianluigi D’Aponte, l’armatore di Piano di Sorrento proprietario della Msc Crociere. Che è il primo competitor europeo di Costa Crociere.

Quel passato che ritorna. È l’alba del 6 novembre 2008 quando il comandante Mario Castaldi, 53 anni, residente a Piano di Sorrento, viene ritrovato sgozzato con un coltello da cucina a bordo della nave “Paxi-C” in navigazione al largo delle coste di Finisterre, in Spagna. Sposato, padre di tre figli, Castaldi aveva navigato per anni con la Msc, il colosso dei sorrentini D’Aponte, poi era passato con la compagnia Italtrag di Napoli, proprietaria della nave cargo comandata da Castaldi. La società armatrice, di lì a poco, andrà in fallimento. Un’altra tragica vicenda, prima del naufragio del Concordia, aveva turbato la famiglia di Francesco Schettino. Mario Castaldi era infatti cognato del comandante ora ai domiciliari, avendo sposato una sorella della moglie, Fabiola Russo (foto sopra).

Una donna bella e forte, così viene descritta in paese la signora Schettino, che anche quella volta, quattro anni fa, aveva saputo imprimere fermezza e serenità a tutta la famiglia.

Ma proprio in queste drammatiche settimane, quando si attende l’incidente probatorio che deciderà il destino giudiziario del comandante Schettino, il fantasma della tragedia del 2008 sta tornando ad affacciarsi. A Sorrento circola voce che l’aggressore di Castaldi, l’allora trentasettenne Andrea Della Rasa, secondo responsabile di macchina, assolto perché considerato affetto «da disturbo delirante in personalità paranoide», potrebbe lasciare a breve l’istituto psichiatrico giudiziario di Genova nel quale era stato recluso per un periodo di dieci anni.

«Già da qualche tempo - spiega una fonte bene informata della zona - circolava la notizia che Della Rasa sarebbe stato rimesso in libertà». Un altro duro colpo per la famiglia di Schettino.
Sulle vere ragioni di quell’orrendo delitto, peraltro, non era mai stata fatta piena chiarezza. Il cargo portacontainer, salpato da Alessandria d’Egitto e diretto a Gijon, nelle Asturie, si trovava in quel momento a 22 miglia al largo della Galizia, in acque internazionali.
Quanto all’assassino, ecco cosa si legge nel suo curriculum: «
Andrea Della Rasa, iscritto nelle matricole della Gente di mare di Genova dal 1993, aveva lavorato per 12 anni con Costa Crociere».

GIALLO NEL GIALLO - IL CASO PARASCANDOLA
L'inchiesta della Voce sul naufragio del Costa Concordia è uscita in edicola proprio durante le ore calde dell'incidente probatorio, disposto per sabato 3 marzo dalla Procura di Grosseto. Ancora non ci sono state rivelazioni del resto gli avvocati spiegano che l'apertura della scatola nera e' un atto formale, che prelude a lunghe indagini destinate ad essere rese note solo dopo alcune settimane, se tutto va bene.

Intanto però la vicenda va avanti con sempre nuovi colpi di scena. L'ultimo in ordine di tempo, mentre la Voce stava per andare in stampa, e' la revoca a sorpresa del mandato all'avvocato Salvatore Parascandola da parte del comandante Francesco Schettino. Un atto che - e' stato detto - sarebbe conseguenza delle indagini a carico dello stesso legale disposte dalla Procura grossetana con l'ipotesi di patrocinio infedele. L'accusa, riportata dalle cronache il 24 febbraio, e' stata formulata perché nell'edizione delle 20 del Tg5 del 10 febbraio Parascandola aveva con sé il verbale d'interrogatorio di Domnica Cermotan, coperto da riserbo.

La Voce ha intervistato al telefono Salvatore Parascandola proprio quel 10 febbraio intorno alle ore 19. Nella lunga conversazione l'avvocato si era soffermato anche su quel documento, senza tuttavia rivelare alcun segreto.

di Rita Pennarola | La Voce delle Voci - 2 marzo 2012

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