|
____o°O°o____
|
A dispetto del volume di transazioni, delle attività in gioco e dei rischi
sistemici che si corrono, lo SBS ha continuato a ricevere un’attenzione
marginale da parte dei media che si rivolgono al grande pubblico. Per
comprendere questo sistema, è utile effettuare un paragone con il sistema
bancario commerciale. Infatti, il finanziamento del sistema bancario
tradizionale è, in teoria, il frutto dell’insieme dei depositi dei
risparmiatori che costituiscono l’oggetto dei prestiti alle imprese e agli
individui.
Lo SBS funziona in modo differente. Per finanziarsi, una Shadow Bank
emette dei titoli e delle cambiali a breve termine (la durata varia da un
giorno a un mese) che vengono successivamente investiti in prodotti
finanziari strutturati a lungo termine come gli Asset Backed Securities
(ABS
[2]) o i Collateral
Debt Obligations (CDO
[3]). Il margine di
profitto di questo modello bancario deriva direttamente dalla differenza tra
il costo del finanziamento nei mercati di credito a breve temine e il
rendimento superiore fornito dai prodotti finanziari strutturati. |
|
Per
comprendere questo sistema, è utile effettuare un paragone con il
sistema bancario commerciale |
La
principale differenza tra le attività del sistema bancario tradizionale
e quelle dello SBS è l’assenza di regolamentazione che riguarda il
secondo. Le restrizioni in termini di riserve di capitale che obbligano
una banca a mantenere, per ogni prestito effettuato, una parte
dell’ammontare del prestito, non sono valide nel caso dei mercati
finanziari a breve termine nei quali avvengono le transazioni dello SBS. |
|
|
Nel loro tentativo di aumentare
i livelli dell’effetto leva per aumentare i profitti, le principali banche
statunitensi ed europee sono entrate in una forte competizione con Hedge
Funds e Private Equity Funds per raccogliere i finanziamenti in
quei mercati. È così che delle banche come BNP PARIBAS o Dexia hanno potuto
ampliare in maniera significativa i loro conti di bilancio senza doversi
preoccupare di raccogliere i depositi dei risparmiatori.
Il problema è
che queste banche non dichiarano questo tipo di transazione nei loro
bilanci. Infatti, per raccogliere delle risorse nei mercati finanziari a
breve termine attraverso l’emissione di titoli, le banche hanno proceduto
alla creazione di entità legali parallele come gli Special Investment
Vehicules (SIV [4])
o i Conduits [5].
Sebbene i benefici ottenuti dai SIV finiscano per essere registrati nel
bilancio contabile delle banche, gli attivi e i passivi e, dunque, il
rischio di finanziamento affrontato da queste entità speciali sono
contabilizzati separatamente.
Dal punto di vista dei mercati, l’esistenza di questa relazione implicita
tra le banche e queste entità speciali riveste due implicazioni concrete. In
primo luogo, riduce i costi dei finanziamenti dei SIV quando i mercati sanno
che in caso di problemi di liquidità o di insolvenza, le banche responsabili
della creazione di queste entità speciali se ne faranno carico attraverso
crediti o con l’integrazione diretta nel loro bilancio. In secondo luogo, i
SIV permettono di aumentare i profitti contabili delle banche e
parallelamente di ridurre il profilo di rischio grazie alla
contabilizzazione separata. In un ambiente caratterizzato da tassi
d’interesse bassi, una complessiva riduzione della volatilità e una
regolamentazione lassista, ecco che questi elementi ci permettono di
comprendere come lo SBS sia passato dall’essere un meccanismo alternativo di
finanziamento delle entità bancarie statunitensi ed europee ad essere
l’essenza stessa di questi modelli di transazioni finanziarie.
|
|
Questo schema di annunci di perdite,
di congelamento dell’accesso ai mercati di finanziamento a breve termine
e di integrazione nei conti di bilancio delle banche responsabili con le
conseguenti perdite significative, si è ripetuto nel caso della BNP
PARIBAS ad agosto 2007, nel caso di
Bear Stearns e
Lehman Brothers a marzo e settembre 2008. La storia è risaputa: il
crollo in questi due ultimi casi ha portato alla scomparsa di queste
istituzioni finanziarie. In ultimo, l’incertezza ha finito per colpire
una delle principali fonti di finanziamento dello SBS, i Money Market
Funds (MMF
[7]). |
 |
|
|
Nel corso della settimana successiva al
fallimento di Lehman Brothers, i MMF hanno dovuto affrontare dei
prelievi da parte degli investitori equivalenti al 14% delle loro attività,
circa 193 miliardi di dollari. A fine ottobre 2008 l’importo aveva raggiunto
i 400 miliardi di dollari
[8].
Dopo un periodo di declino successivo alla crisi finanziaria associato agli
eventi descritti, lo SBS ha iniziato a recuperare la sua preponderanza nelle
strategie di finanziamento del settore bancario. È necessario, dunque,
comprendere la strategia di questo segmento dei mercati finanziari che
continua a essere uno degli anelli deboli del sistema. Il recente crollo
della MMF Global Funds nel novembre 2011 lo dimostra chiaramente.
Un Primary Dealer
[9]
con sede a New York e diretto da John
Corzine ex-direttore di
Goldman Sachs, la MMF Global Funds, è stata portata alla
bancarotta a causa dei progressivi rifiuti della MMF di finanziare delle
entità che avessero delle esposizioni sul debito sovrano europeo. Nel corso
dei mesi precedenti, il fondo aveva costruito un’importante posizione in
questi portafogli utilizzando dei finanziamenti a breve termine ottenuti
attraverso l’emissione di cambiali a breve termine nei MMF e ottenendo
profitti significativi derivati da tassi d’interesse elevati legati ai
titoli dei debiti di paesi come l’Irlanda e la Spagna. Tuttavia, con la
diffusione della notizia fornita dalla Global Funds concernente la
posizione rischiosa
[10],
gli investitori hanno iniziato a ritirare i loro soldi e il fondo ha perso
l’accesso al finanziamento a breve termine. In assenza di liquidità per
rifinanziare le sue posizioni, la Global Funds è fallita lasciandosi
alle spalle delle perdite stimate per 2 miliardi di dollari.
Questa storia recente sottolinea uno dei rischi più significativi che
rappresenta uno SBS in espansione per la stabilità dei mercati finanziari.
In buona parte, grazie all’assenza di regolamentazione, le entità che
operano su questi segmenti possono raggiungere livelli di effetto leva
significativi che non potrebbero essere ottenuti altrimenti. Tuttavia,
l’effetto leva è associato a un’alta vulnerabilità rispetto alle variazioni
legate alle condizioni di finanziamento dei mercati a breve termine che,
nella maggior parte dei casi, è implicato in posizioni complesse che
associano bassa liquidità e impegni a lungo termine, non facili da
trasformare rapidamente in liquidità. È così che un problema di liquidità
può dare luogo molto rapidamente a un problema di solvibilità, che si
traduce, in ultima analisi, nella sopravvivenza stessa dell’entità in
questione.
All’eccessiva fragilità dello SBS, da un punto di vista pubblico, bisogna
aggiungere degli altri rischi associati a questo sistema. In primo luogo,
permettendo alle banche commerciali con depositi assicurati di creare delle
entità specifiche, si incorre in una violazione di quegli stessi principi
che hanno portato alla creazione delle assicurazioni sui depositi. Le
suddette assicurazioni hanno lo scopo di proteggere i depositi dei
risparmiatori ed esigono in cambio una gestione stabile e sicura dei
depositi da parte delle banche. Tuttavia, come segnalato in precedenza, il
rischio di finanziamenti corso dalle entità speciali si trova, in ultima
istanza, legato al conto di bilancio e dunque alle garanzie pubbliche di cui
godono le banche commerciali. Vale a dire che, nel contesto attuale, le
garanzie sui depositi proteggono più le controparti implicate nelle
transazioni dello SBS che i depositi senza i quali non esisterebbero. Un
esempio pratico di questa situazione è la recente misura della Bank of
America di integrare nella propria banca commerciale le operazioni sui
prodotti derivati, così in caso di problemi legati ai prodotti derivati,
queste transazioni beneficiano della copertura concessa dal FDIC per la
banca commerciale [11].
Inoltre, bisogna menzionare anche l’esposizione dei Fondi pensionistici alle
transazioni che si svolgono nello SBS. Per definizione, questi fondi hanno
l’obbligo di gestire un profilo di rischio d’investimento minimo. Allo
stesso tempo, motivi organizzativi li costringono a tenere da parte una
piccola percentuale del loro portafoglio di investimenti in attivi liquidi a
breve termine. Questi attivi liquidi facilitano i prelievi e le richieste di
denaro contante nel breve termine. Ciononostante, visto la gran quantità di
fondi che gestiscono questa “piccola” percentuale si aggira attorno ai
400-500 miliardi l’anno
[12].
Prima queste risorse erano investite direttamente in titoli di debito
pubblico a breve termine. Ma con l’espansione dello SBS e la ricerca di
margini di profitto più elevati, i securities e altri tipi di risorse
liquide sotto il controllo dei fondi pensionistici finiscono per essere
prestati a Hedge Funds, MMF e ad altre entità operanti nell’ombra. Di
conseguenza viene messo a rischio il risparmio depositato sotto
l’amministrazione dei fondi pensionistici senza che il pubblico ne sia al
corrente.
Un terzo rischio è associato ai problemi che lo SBS implica per la
regolamentazione effettiva delle entità finanziarie. Se le recenti
disposizioni in materia di regolamento hanno avuto l’obiettivo di
consolidare le basi del capitale delle banche e di ridurre i loro livelli di
effetto leva, il risultato è stato il ritiro delle attività più rischiose
dai conti di bilancio e, di fatto, dai registri ufficiali. Questo ci
permette di spiegare il forte recupero dello SBS nel corso del 2011 e agli
inizi del 2012. È dunque possibile che la recente riduzione dell’effetto
leva delle banche europee e statunitensi non rifletta una riduzione reale
del rischio sistemico. Le attività più rischiose e instabili avvengono ora
fuori dal controllo degli enti regolatori.
Nel complesso, questa serie di rischi associati allo SBS forniscono
un’immagine estremamente preoccupante delle implicazioni che potrebbe avere
un’espansione incontrollata del settore. La crisi del 2008 ha dimostrato che
in caso di instabilità, le operazioni che avvengono nell’ombra finiscono per
essere assunte, nella maggior parte dei casi, da entità finanziarie
considerate too big to fail e che a loro volta sono salvate con i
soldi pubblici. Nella misura in cui la stabilità di un sistema finanziario
risiede nelle garanzie pubbliche offerte dallo Stato, è sua responsabilità
assicurare le condizioni affinché le queste garanzie non debbano essere
utilizzate. Ignorando lo SBS, le autorità vengono meno non soltanto a questa
loro responsabilità ma spianano la strada, a ritmo accelerato, a nuovi e
sempre più grandi salvataggi finanziari facendo ricorso al denaro pubblico.
di
Daniel Munevar - economista e membro del CADTM Colombia e della
coordinazione del CADTM “Abya-Yala Nuestra America” -
http://www.cadtm.org
- 21 aprile 2012
Traduzione per
www.comedonchisciotte.org a cura di SILVIA
SOCCIO
____o°O°o____
[1]
Financial Times, “Traditional
lenders shiver as shadow banking grows”
[2]
Un ABS consiste nella creazione
di un titolo, prodotto della somma di un numero determinato di crediti
individuali dalle caratteristiche simili. I flussi degli effettivi associati
al titolo provengono direttamente dai crediti individuali.
[3] Un CDO permette di
stabilire una struttura di pagamento subordinata associata a un gruppo di
strumenti a reddito fisso come i titoli o le cambiali commerciali a breve
termine. L’entità che si incarica di creare il CDO stabilisce segmenti di
rischio direttamente relazionati con il rendimento dello strumento e la sua
priorità nella struttura del pagamento. Un investitore con un basso appetito
per il rischio acquisterà una posizione senior nel CDO, ricevendo i primi
pagamenti della struttura finanziaria. Invece un investitore che cerchi un
maggiore rendimento acquisterà una posizione con più rischio e minore
priorità di pagamento nella detta struttura.
[4]
Entità legali parallele create
dalle banche di investimento per evitare le regolamentazioni delle riserve
di capitale. Generalmente i SIV si finanziano attraverso l’emissione di
cambiali commerciali a breve termine. A metà del 2007 si stima che banche a
livello mondiale mantenessero in SIV un portafoglio di ABS e CDO per un
valore di 1,5 miliardi di dollari. Vedi Thomas, L. (2011), "The Financial
Crisis and Federal Reserve Policy", Palgrave Macmillan - New York, Ch. 5.
[5]
I “conduits” furono istituiti
dalle banche per facilitare il processo di creazione di ABS a partire da
prestiti individuali. Nel periodo tra l’acquisto di detti crediti e la
creazione e la vendita di ABS, i primi erano mantenuti nei “conduits”. I
“conduits” sono delle entità legali indipendenti, le banche non sono
obbligate a fornire riserve di capitale per garantire le attività di queste
entità.
[6]
Hsu J. y Moroz M. (2010), “Shadow
Banks and the Financial Crisis of 2007–2008” in The Banking Crisis Handbook,
edito da Gregoriou G., CRC Press - New York.
[7]
I Money Market Funds sono dei
fondi comuni che investono in cambiali a breve termine come i Buoni del
Tesoro degli Stati Uniti e le azioni e obbligazioni societarie. Questi fondi
giocano un ruolo centrale nella fornitura di liquidità a breve termine.
[8]
Op. Cit. 6.
[9]
I Primary Dealer sono delle
entità che negli Stati Uniti si occupano di portare a buon fine l’acquisto e
la vendita di titoli, in gran parte Bonus del Tesoro durante delle
operazioni di mercato aperto intraprese dalla Fed. Fino alla bancarotta
della Global Funds, esistevano 18 entità che svolgevano questa funzione.
[10]
A causa della relativa assenza di
liquidità che presentano i mercati del debito sovrano europeo, è molto
difficile poter mettere fine a queste posizioni sui mercati.
[11]
"Bank of America Deadwatch :
Moves Risky Derivatives from Holding Company to Taxpayer Backstopped
depository” http://www.nakedcapitalism.com/2011...
[12]
Pozsar Z. e Singh M. (2011), ¨The
Nonbank-Bank Nexus and the Shadow Banking System¨, IMF Working Paper -
Research Department, WP/11/289
|
|
pagina 1
Commenta l'articolo>>>
|
|