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9973 - Sei a > Giustizia e Sicurezza - 13/09/2012 - di Redazione

Mediazione Civile: una occasione mancata?
Una lettera aperta inviata al Presidente della Repubblica denuncia il boicottaggio da parte delle lobby di alcune categorie nei confronti della legge 180/2010


Mediazione Civile: una occasione mancata? </font><br><font size="2" color="#000000"><b>Una 
    lettera aperta inviata al Presidente della Repubblica denuncia il 
    boicottaggio da parte delle lobby  di  alcune categorie nei confronti della legge 180/2010
    </b></font>

Sono ancora in pochi a saperlo, ma con il decreto interministeriale del 18 ottobre 2010 dell’allora Ministro della Giustizia Angelino Alfano, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico (pubblicato sulla G.U. 4 novembre 2010 n. 258), nell’ordinamento giuridico italiano è stato introdotto l’istituto della mediazione civile (mediazione civile e commerciale, secondo la definizione della Unione europea che ne ha richiesto l'adozione sin dal 2008), per la composizione dei conflitti tra soggetti privati relativi a diritti disponibili.

L'istituto, finalizzato ad alleggerire il sistema giudiziario italiano rispetto al carico degli arretrati e al rischio di accumulare nuovo ritardo, rappresenta uno dei pilastri fondamentali della riforma del processo civile. La mediazione civile ha lo scopo di far addivenire le parti ad una conciliazione attraverso l'opera di un mediatore, vale a dire un soggetto professionale, qualificato e terzo che aiuti le parti in conflitto a comporre una controversia, e qualora le parti lo richiedono ad elaborare una proposta soddisfacente per entrambi.

La Federmedialex, creata dall’avv. Paolo Fuoco, si compone di Professionisti Mediatori nei diversi settori ma anche di Organismi ed Enti di Formazione.

Il mediatore assiste le parti nella ricerca di una composizione non giudiziale del problema senza attribuire ragioni e torti (giacché non è un giudice), distinguendosi nettamente in questo dall’istituto dell’arbitrato, così come da quello della conciliazione: sia perché il D.Lgs. 28/2010 individua con quest'ultimo termine soltanto uno dei possibili esiti della mediazione (quello positivo) e sia perché il nome conciliazione identifica altri istituti giuridici, i quali hanno ben poco in comune con la mediazione civile e commerciale.

Insomma: l’istituto della mediazione c’è da quasi due anni ma il grosso dell’opinione pubblica ne sa ancora poco o niente. La Federmedialex, creata dall’avvocato Paolo Fuoco (che ne è il presidente), è una federazione che si compone di Professionisti Mediatori nei diversi settori ma anche di Organismi ed Enti di Formazione. L’associazione ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché si attivi presso gli Organi Istituzionali competenti, per dare la massima divulgazione dell’istituto della mediazione attraverso adeguate campagne informative, e di rimuovere gli ostacoli tutt’ora interposti dalle potenti lobby di alcune categorie che persistono nell’osteggiare, attraverso varie eccezioni di illegittimità costituzionale e cavilli legali, la piena attuazione della legge 180/2010.

C'è anche da dire che questo mancato recepimento non solo penalizza lo snellimento dell’intero sistema giudiziario – si pensi alla velocità e ai costi molto contenuti, con cui le controversie verrebbero risolte per mezzo della mediazione civile (max. 4 mesi) rispetto ai tempi biblici dell’enorme mole di cause pendenti ogni anno presso i tribunali italiani – ma anche la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Chi ha creduto fin dall’inizio nella validità intrinseca di tale istituto ha speso tempo, soldi e risorse umane per formare una nutrita schiera di Mediatori Professionisti, i quali hanno sperato che questa opzione innovativa riuscisse a giungere adeguatamente fino alle orecchie dei cittadini, in modo da poter dimostrare sul campo la validità dei corsi frequentati (aperti a chiunque sia possesso di almeno una laurea triennale).

L’attività del Mediatore Civile Professionista, che in questa fase di crisi economica potrebbe rappresentare per molti giovani la concreta possibilità di avviarsi ad una carriera professionale che presenta degli indubbie ricadute positive in termini di progresso  sociale, spesso rimane invece un binario morto, proprio perché ad oggi non si è ancora dato adeguata diffusione di tale istituto. Si aggiunga che in un recente sondaggio mostrato in televisione si ricordava che per quanto riguarda la velocità del sistema giudiziario – che, è bene ricordarlo, rappresenta uno degli indicatori principali in base al quale chi intende investire all’estero prende in considerazione un determinato paese straniero piuttosto che un altro – su un totale di 180 nazioni l’Italia si piazza al 153° posto.

Alcune di queste considerazioni si trovano nella lettera aperta al Presidente della Repubblica. E’ bene dunque che ci sia una presa di coscienza a livello istituzionale circa la necessità di far diventare vecchi e nuovi media delle casse di risonanza capaci di amplificare il messaggio: far conoscere alla gente l’opzione della mediazione civile si rivelerà una strategia efficace anche per meglio contrastare il fenomeno della disoccupazione in questo periodo di grave recessione economica.

Leggi la Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

di Redazione - 13 settembre 2012


 

 

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