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Al di là del bene e del male

 
9927 - Sei a > Politica - 03/07/2012 - di Alex Sfera

Ed un grillo saltò... oltre il 20 per cento


Ed un grillo saltò... oltre il 20 per cento

È notizia di ieri: secondo l’istituto SWG, commissionato in esclusiva dal programma di RaiTre Agorà e realizzato tra il 15 e il 17 ottobre, il Movimento 5 Stelle vola nei sondaggi, arrivando al 21%. Anche il Pd continua a salire, sfiorando il 26% mentre il Pdl è in caduta libera, con il 14 dei consensi. Significa che il M5S, tendenzialmente, si candida ad essere il secondo partito italiano.

Un bel risultato, considerato che è nato all'incirca tre anni fa (4 ottobre 2009). Sono dati che scaldano gli animi, sia dei sostenitori che dei detrattori del M5Stelle. Urge quindi sottolineare alcuni aspetti relativi a questo “non- partito”. Una bella fetta di quell’opinione pubblica abituata a “starnazzare” si affanna ora ad idolatrare Grillo oppure ad accanirsi contro di lui.

Tutte le riflessioni espresse dall'opinione pubblica ruotano intorno al Beppe nazionale… il quale - come ha fatto notare tempo fa Enrico Mentana (vecchia volpe) durante una puntata di Piazza Pulita - “fa da parafulmine, nel bene e nel male, al Movimento”. E Bravo Chicco. Grillo, infatti, “protegge” i suoi fan con la sua popolarità mediatica… ma al tempo stesso protegge anche l’eminenza grigia che si cela dietro al 5Stelle. Non che sia un mistero, beninteso: a sostenere economicamente (e culturalmente) il non-partito, accanto al Bepìn, c’è anche un altro “non-leader”: si tratta di Gianroberto Casaleggio, esperto di web-marketing. Uno che ha studiato bene quali saranno le caratteristiche che avrà il mercato globale nel prossimo futuro.

Sono dati che scaldano gli animi, sia dei sostenitori quanto dei detrattori del M5Stelle. Urge quindi sottolineare alcuni aspetti relativi a questo “non partito”.

Casaleggio tiene bene a mente, ad esempio, che nel domani l’informazione non imbavagliata sarà sempre più alla portata di tutti e viaggerà per lo più in Rete. così come anche la maggior parte dei business avverrà tramite Internet. E’ uno che guarda lontano, il cui sguardo prospettico non viene minimamente offuscato dalle proprie ambizioni (come invece accade regolarmente agli attori della politica classica, obnubilati da manie di grandezza o dalla  sete di denaro). Ha anche capito che a mano a mano che questa informazione libera si diffonderà, sarà sempre meno possibile per la politica “barare”, imbrogliare l’opinione pubblica spacciando una cosa per un'altra.

Non scorda mai il fatto che vendere un informazione genuina (sia pure parziale) nel lungo periodo paga, specie se in parallelo a questo mercato dell’informazione si aggiunge il desiderio di fare politica: perché nel tempo ciò accrescerà la fiducia che i propri (e)lettori ripongono nel suo gruppo societario (nel caso di specie la Casaleggio Associati). Il profilo della comunicazione mediatica di quest’ultimo viene nel frattempo curato da qualcuno (Grillo) che i media tradizionali li conosce molto bene, poiché nel passato era un comico satirico che frequentava con un certo successo la televisione… fino al giorno in cui non è diventato un personaggio troppo scomodo per il sistema partitocratico.

Tiene a mente anche il concetto di concorrenza perfetta, il Gianroberto: tale concetto afferma che più le informazioni vengono condivise più gli attori del mercato dell'informazione si ritrovano in un regime di competizione, che spinge il prezzo della notizia ad essere il più vantaggioso possibile per i compratori-lettori. E dunque obbliga chi vende a proporre dei prodotti sempre migliori dal punto di vista qualitativo. In tal modo è il merito e l'onestà intellettuale che vengono premiato, a differenza del sistema italico classico, tradizionalmente imperniato sui favoritismi, i clientelismi, i familismi e le corruttele varie. Oggi siamo abituati all'idea che entrando in Rete troviamo torrenti di informazione alternativa... ma bisogna riconoscere a Grillo di essere stato tra i primi a puntare su questo nuovo 'mercato'.

È una visione un po' utopistica (nonché enfatizzata, ad uso e consumo dei media) quella di Casaleggio… basta vedere il video mostrato nel suo sito su come cambierà il mondo nel prossimo futuro. Una visione che però sta stimolando, negli italiani, il desiderio di “addentrarsi" sempre di più all'interno della vita politica del Bel Paese, e di partecipare alla gestione della Cosa Pubblica. Anche perché il programma del M5S prevede un agenda radicalmente differente rispetto a quella dell'attuale governo-Monti,  che difende  soprattutto i soggetti sociali più forti, tradizionalmente gli istituti di credito e le grandi imprese. Il programma dei grillini è invece incentrato su proposte legate al welfare, all'ambiente, e più in generale ad uno sviluppo economico eco-sostenibile, concetto, quest'ultimo, pressoché sconosciuto ai fautori del libero mercato che ora osannano il governo degli  eurocrati finanziari.

I malfidati criticano superficialmente Grillo, quando invece all’elettore tipo del 5stelle di Grillo in sé gli interessa molto poco. Certo, gli è grato per averci messo la faccia, giacché sa che il nostro è un popolo di pecoroni per antonomasia e finché nell'aria spirano venti di guerra ama rimanere indeciso. Beppe è solo un personaggio che ha capito come unire il suo naturale e dissacrante spirito critico alla possibilità di continuare ad avere quel successo che ad un certo punto la tv gli ha negato. E dunque continua nel fare il suo mestiere, Beppe… perché quello è e rimane: un comico. Ovvio che essendo stato cacciato si sia nel frattempo incattivito, e d'altra parte ora come ora il 'veleno' grillesco è più che mai necessario, perché la quantità di anestetico che Re Bunga Bunga ha somministrato agli italiani nell'ultimo ventennio è stata troppa. 

Ma gli artisti a volte sono portatori sani di genialità, e all’inizio del Terzo Millennio Grillo ha intuito che poteva affiancare il suo egocentrismo genetico alle utopie di Casaleggio: far diventare l’informazione libera in Rete una merce, in grado di procurare reddito. A lui e al suo socio. Ed è scontato che molti rosichino di fronte a questa accoppiata vincente.

Va da sé che il MoVimento non è costituito solo di luci: accanto alla voglia di fare che anima il popolo dei grillini ci sono anche quelli che si imbucheranno nel progetto (è già stato messo in conto), spinti dall’ambizione di conquistare un posto al sole (si pensi al famigerato “staff” evocato da Favia) gli Scilipoti vari (cioè le mele marce) che nei mesi seguenti s’infiltreranno per scalare i vertici di potere all’interno della struttura gerarchica. Poi c’è la questione centrale delle cosiddette tendenze poco democratiche attribuite allo stravagante Gianroberto (che è un amante del fantasy bretone, con Re Artù & co.).

Tendenze che però già devono fare i conti con i recenti scandali, e che hanno de facto obbligato il “non leader” informatico a rassicurare il popolo grillino circa l'attuazione della piattaforma liquida,  con cui saranno i grillini alla base del MoVimento, a scegliere in modo democratico chi eleggere in Parlamento per le elezioni del 2013, non il guru di Grillo, cioè Casaleggio.

Che ci si creda o no è proprio così: più il M5Stelle acquista popolarità più è “condannato” a rafforzare la sua trasparenza interna. Questo perché è radicalmente diversa la mentalità di chi aderisce (o semplicemente guarda con simpatia e speranza) al Movimento. I leader (e i “non leader”) non sono mai stati i più indicati per dare rassicurazioni sulle proprie creature... sono gli elettori  e questo lo sanno bene sia Grillo sia Casaleggio. In realtà sono gli elettorati, quelli che devono vigilare sulla correttezza dei loro partiti: solo in questo modo potrà aumentare il livello medio di senso civico nel Bel Paese… i grillini lo  sanno, a differenza di tanti altri elettori, completamente avvinti dai “tornei” tra i partiti in lizza e da quelli interni ai partiti stessi, felicemente 'rapiti' dall’agonismo a tutto tondo, mentre i loro leader sono intenti nel ricomporre i pezzi dopo che una condotta amorale li ha disastrati agli occhi dei cittadini.

E dato che il clima da campagna elettorale impazza, anche Beppe è sceso in campo: a quelli che hanno ironizzato sul suo sfoggio muscolare nell'attraversare a nuoto lo stretto di Messina - quasi a volerlo paragonare al Duce, che era solito esibire la sua vigoria fisica - si può rispondere che la corporatura niente affatto atletica e un po' imbolsita del comico 65enne ha ricordato a tutti i nostri connazionali come non contano solo l'allenamento e i cromosomi. Anche le persone cosiddette "normali", quando orgogliosamente incazzate (pardon per il francesismo) possono realizzare grandi gesta. 

Ora non c’è difetto nella struttura organizzativa del 5Stelle che non venga esaltato e/o manipolato da questa o quella forza politica… quale faccia tosta! Ciò avviene mentre il tasso di marciume raggiunto dalla Casta è diventato insopportabile e fa vergognare gli italiani onesti di fronte al mondo intero. Ovvio: agli attuali parlamentari non piace l'idea di perdere il ruolo da protagonisti della scena (in rovina) italiana. Ebbene, di questi tempi sono in molti a sostenere che per vincere il M5S non dovrebbe più fare né dire nulla: sì eliminerebbero così le potenziali cadute di stile del comico genovese (nell’attuale situazione drammatica dell’Italia c’è ancora chi guarda allo stile… mah). Nel frattempo ci pensano i politici a screditarsi da soli: con il loro operato quotidiano, man mano che il governo della tecnocrazia finanziaria, di concerto con i media più autorevoli di stampa e tv, li sommerge a colpi di scandali, in modo da convincere i più sprovveduti a ritenere le 'lacrime e sangue' propinate da Mario Monti come l’unica via possibile rispetto allo spettro del fallimento totale del paese. È falso.

Un altro modello di sviluppo economico, un modello ecosostenibile, è realmente possibile: e sono sempre più numerosi gli scienziati sociali che lo sostengono: parliamo di economisti come Serge Latouche, Mauro Bonaiuti (che nel 2004 fonda insieme a Marco Deriu, Luca Mercalli[15], Paolo Cacciari[16], Gianni Tamino ed altri l'Associazione per la Decrescita), Maurizio Pallante, Bruno Amoroso, Alberto Bagnai di sociologi di fama internazionale come Jean Ziegler e Zygmunt Bauman e di molti altri studiosi che a fatica stanno facendosi strada tra le pieghe dei media per denunciare l'intrinseca caratteristica del Pensiero Unico: la natura autodistruttiva di quel neo-liberismo che al giorno d'oggi dilaga nelle nostre società, e che discende a sua volta dall'economia neoclassica. Essi ci dicono che non è più tempo di perseguire l'Ideale (nemico del bene) ma il Valore del rispetto dell'uomo verso i suoi simili e la Natura.... perché questo potrebbe essere per noi italiani l'ultimo treno prima di raggiungere il tasso di suicidi della Grecia (cosa di cui i media nostrani si guardano bene dal riferire... ma girando in Rete si scoprono senza fatica le proporzioni di una tragedia annunciata da anni).

E dunque… accorrete numerosi, venite pure a muovere le vostre critiche… ma attenzione perché dietro ai due 'non-leader' del MoVimento ci sono tanti cittadini giustamente arrabbiati, che hanno intenzione di riappropriarsi della sovranità dello Stato italiano. Sovranità che per dettato costituzionale appartiene al popolo, non solo a chi è più abile nel far quattrini nell'ambito del mercato. E non è solo la base grillina a fare le pulci al M5S: nuove formazioni stanno nascendo, ancora non inquadrate dal medium per eccellenza (la tivvì) pronte a cercare di scalzare gli attuali partiti ormai incrostati nei loro stravizi. Anche gli analisti di queste nuove forze "alternative" sono ben attenti nello sviscerare pregi e difetti del M5S. Liete che nel  frattempo quest'ultimo non si allei con nessuno dei "soliti noti"... questa è già una garanzia per chi spera in un vero cambiamento della società italiana.

di Alex Sfera – 20 ottobre 2012

Leggi il programma e il non-statuto (regolamento) del MoVimento 5 Stelle


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