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ECOFIN: Siamo accusati di non fare niente contro le banche!
9928 - Siete a > Video - 13/03/2012 - di Claudio Messora

ECOFIN: Siamo accusati di non fare niente contro le banche!

 



 

 

A guardare le facce dei ministri dell'economia UE, riuniti all'Ecofin di Bruxelles questa mattina, si può godere di una incantevole vista: sprazzi di impotenza e striature di ipocrisia come solo la mano artistica della democrazia rappresentativa sa tratteggiare. La Commissione Europea, per bocca del Commissario Algirdas Semeta, comunica che, secondo i calcoli, una eventuale imposta sulle transazioni finanziarie (ITP, o FTT in inglese: Financial Transaction Tax) frutterebbe almeno 18 miliardi. Probabilmente di più. I loro interventi sul tema, a tratti, rasentano l'incredibile.

Un'imbarazzata
Maria Fekter, ministro dell'economia austriaco, dice: "noi vogliamo dare delle risposte ai cittadini che ci accusano di non fare quasi niente contro i problemi generati dal settore finanziario... E' opinione diffusa nelle opinioni pubbliche di tutti i Paesi che i mercati ci governino, ci comandino, e non viceversa". E quindi? E quindi "dobbiamo dimostrare di essere in grado di trovare delle soluzioni". Ecco, ma per carità, non dev'essere un "dovere". Dovreste essere convinti.

Tonio Fenech, collega di Malta, magnanimamente riconosce: "capisco il messaggio, a volte trasmesso da noi, secondo cui la crisi si è originata nel settore bancario quindi dobbiamo fare qualcosa, per mandare un messaggio un po' contro il sistema bancario". Mi raccomando: solo un po'. Ma subito aggiunge che "lo preoccupa una cosa", ovvero che le banche sono coloro che ci danno la vita, e non si possono mica colpire, per non cadere in contraddizione. Quindi dovrebbero "esaminare la cosa da un orizzonte più ampio, e non solo perché vogliamo fare qualcosa".

Jan Kees De Jager, ministro delle finanze olandese, dice che loro sono "molto d'accordo" con la ITP, ma subito dopo si chiede se non ci siano altri modi, perché questa tassazione è davvero, ma davvero allarmante. Quindi, calma, hanno "bisogno di analisi più approfondite sugli effetti collaterali". Ma conclude anche lui: "sono d'accordo che dobbiamo fare qualcosa". Ma cosa? Boh.

Mark Hoban, UK, monita che bisogna stare attenti a fare queste cose, perché se si mette l'Iva alle banche, finisce che le banche poi pagano ancor meno di tasse. Chiaro, no?

Margrethe Vestager, presidente di turno, conclude allora che "bisogna capire meglio i costi, perché le regolamentazioni mica arrivano gratis: incidono sul settore finanziario. Quindi ci sono alcuni lati da elaborare, e dobbiamo anche vedere se c'è una strada alternativa".

Tutti a casa, se ne riparla a giugno. Forse. Mario Monti? Come Pilato: lui non si esprime, facciano gli altri.

 

dal blog Byoblu di Claudio Messora - 13 marzo 2012
  

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